Primi sui motori di ricerca, consigli su come raggiungere il podio...

Riesci a fare arrivare il mio sito al primo posto su Google?

E’ una richiesta molto ricorrente.

Il problema sta nel fatto che al primo posto su Google riesce a starci solo un sito tra le migliaia o anche milioni di siti che rispondono alla stessa chiave di ricerca!

Molti pensano che ci sia un sistema che riesca a garantire il posizionamento, pagando ovviamente.
Purtroppo, o meglio per fortuna, non è proprio così… almeno per quanto riguarda i risultati cosidetti "organici".

(Si è vero è possibile acquistare campagne Adwords, ma quello è un altro argomento che va affrontato in maniera separata perchè non riguarda le tecniche di SEO vero e proprio)

In realtà è lo stesso Google che stabilisce a che posto deve posizionarsi un sito e lo fa basandosi su dei risultati e su dei suoi algoritmi:
formule che incrociano dati e stabiliscono quali sono i siti più adatti a soddisfare le richieste degli utenti per ogni determinato argomento.

E allora come fare?

L’arte, proprio così la possiamo definire, di “far piacere un sito a Google”, e conseguentemente a tutti gli altri motori di ricerca, si chiama per l'appunto SEO (search engine optimization – ottimizzazione per i motori di ricerca).

La definisco arte, piuttosto che tecnica, poichè il successo è dettato molto più da fattori quali l'esperienza, l’intuito e dalla sperimentazione pura, che non dal seguire delle regole già stabilite, anche se è molto importante documentarsi in tal senso.

Per ottenere da subito un buon posizionamento, è importante includere il SEO in fase di costruzione del sito stesso, piuttosto che dopo averlo pubblicato, perchè gran parte degli elementi che fanno la differenza li troviamo nella struttura delle pagine.

Ecco brevemente quali sono i principali elementi su cui bisogna lavorare.

Prima bisogna selezionare e usare in modo appropriato le famose parole chiavi ("tags").

É noto a tutti che le parole chiavi  hanno una grande importanza. Vanno studiate e selezionate con molta cura ed attenzione ed utilizzate secondo i giusti criteri,
avendo sempre cura di mantenere il senso delle frasi per non annoiare gli utenti.

Gli elementi principali dove vanno posizionate le chiavi sono:

- il nome del dominio
- il titolo della pagina
- il nome del file
- il titolo del testo (h1)
- la description nei meta tags

Però il corretto uso delle parole chiave da solo non è sufficiente per scalare il ranking di Google perchè:

- i contenuti devono essere di valore, significativi ed originali, niente copia/incolla da altri siti, nemmeno quando si tratta di descrizioni della nostra attività pubblicate su siti diversi. Bisogna essere originali.
- il codice della struttura del sito deve essere creato con il giusto uso degli elementi semantici e dei tag che permettono ai motori di ricerca di leggere correttamente i contenuti ed indicizzarli secondo le nostre preferenze: header, content, navigation, sidebar, footer, p, alt, title, h1, h2, h3 ecc.
- le immagini devono avere titoli e descrizioni appropriate, contenere parole chiave, sia a favore dell’usabilità che per una corretta indicizzazione nei risultati di ricerca per immagini
- il sito deve caricarsi velocemente: un sito con un download lento vale poco, dato che la maggior parte degli utenti sarà propensa ad abbandonarlo prima che si sia finito di caricare. Quindi è importante scegliere un buon servizio hosting ed è comunque sempre meglio non esagerare con gli sfondi, le immagini pesanti, i javascript ecc. soprattutto in home page e nelle pagine che vogliamo posizionare sui motori
- i link in entrata e in uscita devono essere selezionati con attenzione: evitare scambi di link con siti che non hanno niente a che vedere con l’argomento che stiamo trattando. E’ vero che i link in entrata contribuiscono al successo di un sito, perchè più ce ne sono e più vuol dire che quel sito è interessante e popolare, ma devono essere collegamenti di approfondimento per l’utente ed essere quindi inerenti al contenuto da cui partono. Stessa cosa per i link in uscita.
- fare attenzione ai broken link (collegamenti sbagliati o che puntano a pagine o elementi di pagina inesistenti): più ce ne sono e più si viene penalizzati. E’ quindi utile controllare periodicamente anche i link in uscita perchè capita che i siti a cui si collegano possono aver eliminato la pagina o aver cambiato l’URL.

Inoltre, per misurare le conversioni, è importante che sul sito siano presenti dei call to action: pulsanti o banner che invitano il nostro visitatore a compiere un’azione che può essere sia un acquisto, per i siti di e-commerce, che il download di un file, l’invio di una richiesta, l’iscrizione alla newsletter… dipende dallo scopo del sito.

Questo perchè non avrebbe senso arrivare ai primi posti su Google ed ottenere un buon numero di visite, senza poterne valutare il riscontro e trasformare gli utenti in potenziali clienti.

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